lunedì 21 febbraio 2011

No panino, si libertà

I panini alla fine non si sono rivelati i miei migliori amici. La costruzione assiale esistente tra pollo, patatine, Coca Cola e torte di mele non l'ho imparata. Nonostante tutti i miei sforzi e la volontà di prendere un diploma espresso in paninologia, ho dovuto arrendermi e ho capito che la mia agognata libertà economica sarebbe stata più lontana.

I responsabili della cucina, a cui ispiravo profonda pietà, mi hanno spostato dove non potevo fare danno: alla friggitrice. Ho imparato a friggere qualsiasi cosa, dai medaglioni di pollo alla camicia a quadretti della divisa, ma nonostante ciò, sono riuscita a fare dei pasticci anche in quel caso. Tutti si guardavano scuotendo la testa, pensando che sì, anche il babbuino rosso del Borneo, vissuto da sempre nella giungla, appena si fosse messo a fare il mio lavoro avrebbe sicuramente saputo essere meglio di me.

Ho capito che era una lotta impari e così mi sono licenziata. Dopo sole tre settimane. Non ne vado fiera, ma è andata così. L'ultimo giorno di lavoro mi hanno dato una nuova mansione: svuotare la pattumiera. Era un premio, evidentemente.

2 commenti:

Simona ha detto...

L'ultimo giorno di lavoro mi hanno dato una nuova mansione: svuotare la pattumiera. Era un premio, evidentemente.
questo mi è piaciuto da matti :-)))
p.s. oh ma anche il resto eh?

valec ha detto...

Grazie Simona, sei molto gentile!
Se avrai la pazienza di seguire i deliri di una mente precaria, saprai che questo e' solo l'inizio...:) mamma e segretariato di studio medico permettendo.

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